Ciclone Harry, sud Italia in ginocchio

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Sulle coste del sud Italia è arrivato il momento della conta dei danni a seguito del ciclone Harry. E il bilancio è davvero pesante, soprattutto nel versante ionico.

In Basilicata, Giuseppe Ferrara del lido Sabbia D’oro (tre ombrelloni il rating della nostra guida) calcola 80mila euro tra la distruzione di strutture in legno e gazebo. «Il mare si è “mangiato” 120 metri di spiaggia, arrivando fino alle strutture in cemento, con onde alte 3 metri. La mia famiglia ha questa concessione balneare da 60 anni, non avevamo mai visto una mareggiata simile» ha dichiarato Ferrara a Il Messaggero.

Non è andata meglio in Sicilia, dove nella sola Letojanni, località confinante con Taormina, si contano complessivamente danni per 10 milioni di euro. Il lungomare è stato devastato e sono saltati 300 metri di muretto di protezione, come riporta La Sicilia. Gravi danni al Lido di Noto e a Calabernardo, così come in tutta l’isola dove una prima stima calcola più di 700 milioni di euro necessari per rimettere in piedi le località della costa.

In Calabria ci si consola in parte con il fatto che non ci sono state vittime, ma la costa ionica calabrese è stata devastata con spiagge cancellate e infrastrutture distrutte, come riportano i quotidiani della regione. A Roccella, Fiko Beach ha scritto: “Il mare ci ha spettinato i sogni ma non li ha portati via. Ha spostato la sabbia… non la nostra direzione. Fa male vederlo così perché qui dentro c’è lavoro, sacrificio e cuore. Fiko Beach è ancora qui.
Più vivo. Più nostro. Più vostro”.

In Sardegna, i danni più gravi riguardano la spiaggia del Poetto, a Cagliari e Quartu Sant’Elena. In questo video le immagini tratte da Cagliaritoday. A Castiadas, Janas Beach ha subito danni ingenti. “Per riuscire a ripartire e affrontare la prossima stagione abbiamo bisogno dell’aiuto e della solidarietà di tutti. Continuando comunque a credere nella nostra filosofia per cui il Janas sia soprattutto una famiglia, abbracciamo con il cuore e tanta gratitudine chiunque vorrà aiutarci facendo una piccola donazione”!”, hanno scritto sui social i gestori.

Purtroppo, come ha affermato lo stesso Ferrara, questi fenomeni saranno destinati a ripetersi in futuro. «Dobbiamo iniziare a pensare all’Italia come un paese tropicalizzato dove questi eventi potrebbero diventare sempre più frequenti. Ciò significa lavorare a livello di infrastruttura e pianificazione urbana per mettere in sicurezza tutte le coste nelle aree più sensibili. Noi balneari siamo in contatto con la cabina di regia del governo e stiamo lavorando soprattutto per le città del sud Italia che hanno subito i maggiori danni alle infrastrutture. Tra gli interventi possibili nel futuro auspichiamo anche l’istallazione di barriere in spiaggia e in mare che vadano a rendere più sicure le nostre coste contro le mareggiate o “l’acqua alta” come avvenuto a Venezia».

Italianbeach.club è vicino a tutti gli stabilimenti che hanno dovuto affrontare questa dura prova. Auguriamo loro di rimettersi presto in condizione di affrontare una grande estate 2026.

Foto di apertura: onda anomala a Santa Cesarea Terme, Puglia (da Instagram)

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