Sabbia D’oro (Scanzano): “Prezzi invariati e più presenze”

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Dopo l’editoriale pubblicato ieri, che ridimensionava il trend mediatico sugli stabilimenti balneari deserti, stanno arrivando diverse segnalazioni di esempi contrari ovvero di beach club che hanno iniziato la stagione – in attesa dei dati di agosto, che entra oggi nel pieno delle due settimane centrali – in aumento rispetto al 2024, grazie soprattutto ai risultati eccezionali di giugno. Tra queste segnalazioni spicca quella del Sabbia D’oro di Scanzano Jonico, Giuseppe Ferrara, perché è il frutto di un’intervista concessa ai quotidiani del gruppo Caltagirone ed è stata quindi pubblicata, tra gli altri, da Il Mattino e Il Messaggero.

Ferrara afferma che: “Se si fissano prezzi adeguati ai servizi offerti, le presenze non calano”. E infatti la stagione del Sabbia d’Oro è iniziata con incrementi dell’8% a maggio e del 12% a giugno, con grande presenza di turismo straniero anche nelle spiagge della Basilicata che, rispetto ad altre località balneari italiane, è certamente più defilata e difficile da raggiungere. “Dimostrazione che se si lavora bene, con prezzi adeguati ai servizi offerti, la crisi non c’è”, ha ribadito l’imprenditore balneare lucano.

Sul tema del confronto internazionale dei prezzi e del fatto che in Italia i servizi offerti siano più costosi rispetto ad altre destinazioni, Ferrara ha osservato: “Quando si fanno questi confronti bisogna anche vedere il costo dei dipendenti, la tassazione. In Italia un beach club non può dare un ombrellone a prezzi stracciati perché ci sono costi molto più alti. Ad esempio la mia struttura di 20mila metri quadrati costa 10-15mila euro solo di manutenzione”.

Infine, ad Alessandro Gassmann che ha puntato il dito contro i prezzi troppo alti che avrebbero determinato il vuoto negli stabilimenti (aspetto su cui abbiamo insistito ieri, spiegando che il vuoto potrebbe essere solo apparente causa stagionali), Ferrara ha risposto: “Dare la colpa ai balneari e ai prezzi è troppo semplice e fuorviante. Le cause sono macroeconomiche e riguardano il costo della vita e gli stipendi. E poi così si rischia di far passare il messaggio che qui i prezzi sono eccessivi, quando non è ovunque così, e di allontanare il turismo straniero danneggiando un intero settore e l’immagine del nostro Paese”.

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