La Spigola entra nella Guida Michelin
Che lo chef Roberto Pisano fosse un fuoriclasse, lo avevamo capito fin dalla nostra prima visita, tanto da assegnare al suo beach club, La Spigola di Golfo Aranci in Sardegna, il titolo di miglior ristorazione dell’intera regione. Un riconoscimento che poi è stato non solo confermato, con il Cà Maiol Award 2025, nella stagione in corso, ma anche qualificato dall’inserimento nella cinquina dei migliori in Italia, dove La Spigola non si è imposta perché a prevalere è stato un altro fuoriclasse, Giancarlo Perbellini, con la sua Locanda Perbellini al Mare nell’altra isola maggiore, la Sicilia.
Tutto questo per preannunciare la notizia che conta, e che è stata comunicata attraverso Instagram: La Spigola è finalmente entrata in Guida Michelin. Un riconoscimento doveroso alle qualità di chef Pisano, di tutta la squadra del ristorante (con una particolare citazione per Johannda Erasmus, moglie di Roberto e straordinaria selezionatrice di vini) e del beach club diretto dai genitori Marco e Simonetta. Con un pizzico di orgoglio, possiamo rivendicare di aver compreso subito il talento presente in questa struttura, che poi è stato notato anche dalle guide di riferimento della ristorazione, fino ad arrivare alla regina “rossa” ovvero la Michelin. E chissà se l’inserimento avverrà con una normale segnalazione o se ci sarà spazio per qualche riconoscimento più prestigioso… Lo vedremo tra un paio di mesi, quando a Parma, il 19 novembre, ci sarà la cerimonia di presentazione.
Il punto di forza de La Spigola, per la ristorazione, è indubbiamente la selezione e la lavorazione della materia prima ittica, con la “frollatura” come si fa per le carni rosse. E pensare che questo, fino ai primi anni Duemila, era un ristorante-pizzeria con vendita tabacchi e qualche ombrellone d’appoggio. L’arrivo della famiglia Pisano, direttamente dal Piemonte, ha rappresentato il punto di svolta in chiave sostenibile. Del resto siamo in riva al mare, con le foreste di posidonia che stazionano a qualche metro dal bagnasciuga. E un luogo come questo reclamava una cucina fondata sui principi “no waste”, perché del pescato rigorosamente fresco si utilizza tutto, come quella impostata da chef Pisano.