Il beach club che 15 anni fa ha risolto la Bolkestein

Il beach club che 15 anni fa ha risolto la Bolkestein

A molti potrà sembrare strano, perché la Bolkestein è ancora un punto di domanda nella maggior parte delle regioni italiane, ma in Veneto c’è una struttura che ha sistemato tutto… nel lontano 2011! Questo stabilimento balneare è il Jambo Beach di Cavallino Treporti, in provincia di Venezia. “Abbiamo partecipato alla gara nel 2011, quindi siamo tranquilli ancora per molti anni”, afferma Alessandro Baita, gestore di Jambo Beach con due concessioni all’attivo, la 27 e la 32, sulla spiaggia della località famosa nel mondo per essere il più grande distretto del turismo outdoor in Europa. Nella terra dei camping, dei glamping e dei resort all’aria aperta, ci sono anche beach club che operano in autonomia rispetto ai villaggi vacanze, e il Jambo è il più rappresentativo.

Come mai siete andati a gara così in anticipo rispetto ai tempi?

Tutto è accaduto per una questione strettamente burocratica. A seguito di ritardi nel rinnovo della precedente concessione, il Comune ci comunicò che saremmo dovuti andare a gara nel rispetto della normativa europea nel frattempo approvata. Credo sia stata la prima gara in assoluto del nord Adriatico per una nuova concessione. Le cose inizialmente si complicarono per noi, perché la gara ha portato diversi soggetti a partecipare, ma il risultato è stato positivo e ci ha permesso di ottenere un ampio orizzonte temporale per effettuare i nostri investimenti. L’obbligo fissato tramite gara era di circa 250mila euro per ciascuna delle due concessioni.

Lo avete rispettato?

Credo che in questi 15 anni, sommando tutti gli investimenti, siamo arrivati a decuplicare la cifra.

Cosa pensa di tutti i problemi che oggi riguardano le località al di fuori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, regioni dove la Bolkestein è già stata applicata e dove le gare sono già sostanzialmente concluse?

Alla fine credo che rinviare sia stato un errore. Oggi l’impegno economico e finanziario, da parte di chi partecipa, è nettamente superiore. Per noi è stato molto positivo anticipare i tempi.

C’è chi teme un’invasione di campo da parte di soggetti finanziari pronti a partecipare alle gare. È un rischio concreto, un’opportunità o un falso timore?

È un timore di sottofondo, che caratterizza le realtà vecchie e che forse si sono un po’ sedute su un modello superato di spiaggia. Al tempo stesso, si tratta di un’opportunità, perché l’ingresso di soggetti finanziari con risorse adeguate a disposizione permette di rivedere il sistema attuale e di attrezzare la spiaggia in linea con i tempi. Comporterà la rivalutazione dei litorali e delle attività adiacenti. Quindi, ben venga chi vuole venire a investire in modo mirato e responsabile.

Cosa avete fatto in questi anni per investire una cifra così importante?

Già di base la sostituzione delle attrezzature ha un costo importante, e ogni tre anni occorre comprare lettini e ombrelloni nuovi. Aggiungiamo in più il fatto di aver cambiato già 5-6 volte i camminamenti, di aver messo mano all’impiantistica, di aver realizzato aree sportive, di aver fatto decorare il campo da basket da un’artista importante l’anno scorso. E il conto è fatto.

C’è qualche altra novità in arrivo?

Sì, ed è legata a delle forme innovative di noleggio che non voglio ancora svelare, ma che stiamo testando adesso per poterle inserire ufficialmente a partire dal prossimo anno. E poi attendiamo che vengano indette nuove gare perché non ci dispiacerebbe aprire un terzo Jambo Beach…

Cosa significa avere uno stabilimento balneare staccato dai camping, nella più importante zona europea del camping? È un vantaggio o uno svantaggio?

Ci sono i pro e i contro. In generale, essere a Cavallino Treporti e soprattutto essere una spiaggia nella città metropolitana di Venezia porta la possibilità di fare bei numeri. La nostra è una clientela molto legata alle case e agli appartamenti adiacenti al beach club, e si aggiungono poi gli ospiti che decidono di passare la giornata da noi pur non essendo stabilmente in vacanza qui. Quel che conta è il fatto di essere in un luogo molto frequentato.

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