Viareggio, Caboto con il vento in poppa
A Viareggio il Caboto Beach Club chiude la stagione con un bilancio positivo e, soprattutto, in controtendenza rispetto a un’estate che per molti operatori balneari ha evidenziato difficoltà e incertezze. «Abbiamo registrato un incremento di fatturato rispetto all’anno scorso, che era già stata per noi un’ottima stagione», raccontano dal beach club presente all’interno di Guida ai migliori beach club d’Italia con un rating di “due ombrelloni”. Il risultato conferma la strategia intrapresa negli ultimi anni e che, secondo la gestione che fa capo all’imprenditrice Guia Piccinelli, la quale ha rilevato lo storico beach club – anno di fondazione 1908 – nel 2020 dalla famiglia Lazzari, dimostra come in un mercato sempre più competitivo non sia sufficiente aspettare l’arrivo dei clienti: occorre investire sui servizi, sulla qualità e sulla capacità di rinnovarsi.
Il punto di partenza è un’idea di ospitalità fortemente legata al territorio e alla dimensione familiare. Il Caboto si inserisce nel modello degli stabilimenti balneari italiani, piccole imprese che hanno costruito nel tempo una parte importante dell’offerta turistica nazionale e che oggi devono confrontarsi anche con le incertezze legate alla normativa sulle concessioni. A fare la differenza, però, sono soprattutto il contesto e la cura dei dettagli. La struttura è realizzata prevalentemente in legno e richiede una manutenzione costante, mentre la qualità dei materiali si accompagna a quella dei servizi, della cucina e dello staff, chiamato a rapportarsi ogni giorno con una clientela sempre più attenta.

Uno dei tratti distintivi è la proposta gastronomica. Il menù cambia quotidianamente e, più in generale, viene rinnovato ogni settimana. Una scelta impegnativa sul piano organizzativo ed economico, ma considerata fondamentale per mantenere vivo l’interesse degli ospiti. «Puoi venire a pranzo o a cena più volte e trovare piatti diversi», spiegano dal Caboto. È una filosofia nata con l’acquisto dello stabilimento, quando gli attuali gestori hanno deciso di trasformare il vecchio “bagno” secondo il modello che avrebbero voluto trovare quand’erano clienti e lavoravano in tutt’altro settore.
Da due anni, inoltre, la proposta si è arricchita con il desk della griglia, un servizio che punta a valorizzare la materia prima e, al tempo stesso, a creare convivialità. Il cliente può scegliere direttamente il pesce – dall’orata al branzino, fino ai gamberoni – che viene poi preparato alla griglia e accompagnato da un buffet di verdure. Non è il tradizionale servizio al tavolo: ci si alza, si sceglie il prodotto e si torna al proprio tavolo. Un piccolo rito che, in un ambiente informale e vacanziero, diventa anche occasione di incontro e socialità. «Ha avuto un grande successo», confermano dal beach club.

Un altro elemento su cui la gestione punta è il rapporto tra qualità e prezzo. Viareggio deve confrontarsi con la vicina Forte dei Marmi, dove i livelli di spesa sono decisamente superiori, ma il Caboto ha scelto di mantenere una politica tariffaria coerente con il proprio territorio. Una scelta che comporta sacrifici, soprattutto alla luce dell’aumento generalizzato dei costi, ma che viene considerata strategica per rimanere accessibili senza rinunciare agli standard qualitativi.
Il prossimo obiettivo, infine, guarda oltre la stagione estiva. Il Caboto vorrebbe poter lavorare anche durante l’inverno, sfruttando il fascino del mare fuori stagione e mantenendo in attività una parte dello staff. Oggi permessi e vincoli amministrativi rendono difficile questa possibilità. «Sarebbe bello poter vivere il mare d’inverno anche senza gli ombrelloni», spiegano. Non soltanto per ampliare il periodo di apertura, ma anche per conservare le professionalità costruite durante l’estate. Un progetto che resta nel cassetto, in attesa di condizioni più favorevoli e di una maggiore lungimiranza da parte delle istituzioni locali.
Foto tratte dal sito cabotobeachclub.it

